Mary Obering, Artist, New York City. Review: The New York Times


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Art in Review



Mary Obering alla Littlejohn/Sternau Gallery 1995
41 East 57th Street, Manhattan

25 febbraio

   Le opere astratte di Mary Obering sono sempre apparse come una forma esotica di scultura. Unendo la doratura e l'encaustica, ogni lavoro è stato composto con elementi sagomati in modo insolito e allineati a mo' di diagrammi mistici o di pezzi di gioielleria esotica sparpagliati.

   Al contrario, i suoi lavori attuali sono rettangolari e scatolari in modo imperturbabile, che si stagliano a circa 15 centimetri dal muro. Sebbene l'uso dei fogli d'oro ricoprano le superfici richiamando le tecniche dell'arte giapponese, qui il riferimento diretto è all'arte religiosa italiana (altari soprattutto). Inoltre, ogni pezzo viene accostato a due rettangoli monocromatici in tempera, segno distintivo e firma del primo Rinascimento.

   Il contrasto tra colori opachi e lucidi è decisamente affascinante, ma ciò che affascina maggiormente nel lavoro di Mary Obering è il suo uso di colori elaborati - si consiglia infatti di osservare i lavori da vicino: un rosa-rosso venato di blu sembra derivare dai colori del vestito della Vergine Maria, mentre il crema con un tocco di rosa richiama le ali degli angeli. Tutto ciò non viene afferrato immediatamente dal visitatore e l'operazione è troppo evidente per essere trascendentale, quel che possiamo dire è che possiede un fascino inaspettato.


Holland Cotter


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